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New Holland, a Expo il nuovo trattore a metano

30/06/2015

La casa gialloblu presenta il prototipo di seconda generazione del T6 Methane Power, molto prossimo al progetto definitivo.
 

Domina il Sustainable farm pavillon New Holland a Expo 2015: si tratta del trattore alimentato a metano T6 Methane Power.

In verità, a essere esposto è il primo prototipo basato sul trattore T6.140 e su cui la casa costruttrice, con continui investimenti, ha lavorato molto, arrivando a presentare il nuovo prototipo di seconda generazione Methane Power, basato sul T6.175.

Sarà pronto non prima di cinque anni, ma rappresenta comunque un passo verso la sostenibilità e l'indipendenza energetica.
Le emissioni, rispetto a un normale trattore diesel, vengono ridotte dell'80 per cento, come spiega Carlo Lambro, brand president New Holland Agricolture che aggiunge: "è la chiave per raggiungere gli standard imposti a livello europeo in termini di emissioni, senza il ricorso a sistemi di post trattamento".

Un motore a metano, infatti, necessita unicamente di un catalizzatore a tre vie - a sinistra nella foto sopra - più semplice e meno costoso dei post trattamenti - a destra nella foto.

Il motore, vero elemento di differenza tra i due prototipi, è sempre sviluppato da Fpt Industrial. E' un Nef 6 cilindri strutturale, e non è più sospeso come il precedente motore F1C da 136 cavalli con 4 cilindri e 2998 centimetri cubi di cilindrata del primo prototipo. Eroga 179 cavalli e vanta prestazioni del tutto sovrapponibili alla versione diesel del T6.175 Tier 4A - nella foto sopra.
La coppia massima, ferma a 350 Newtonmetri nella prima versione, arriva ora a 740 Nm.

Tutte le opzioni per la trasmissione sono compatibili con questo nuovo motore, "siamo molto vicini alla soluzione finale" ha affermato Riccardo Morselli, agricultural product development innovation chief technical officer New Holland.

Collocate in tre aree del trattore, nel cui design si integrano con un buon risultato estetico e consentendo buona visibilità, le nove bombole di tipo I per il caricamento del combustibile hanno capacità complessiva di 300 litri pari a 52 grammi e garantiscono un'autonomia di circa mezza giornata lavorativa.

Il pieno, come spiegato dal management aziendale, si porta a termine in una decina di minuti e comunque con una differenza non rilevante rispetto al tempo richiesto per un pieno di diesel.

Il risparmio sul costo del carburante rispetto a un motore diesel standard ammonterebbe al 20 per cento ma si può salire fino al 40, con l'impiego di biometano di produzione aziendale.

Una ulteriore riduzione delle emissioni nocive di CO2 si può ottenere dall'impiego di biometano derivato, cioè, dalla biomassa per il cui impiego lo switching può essere effettuato senza modifiche al trattore o alla rete di distribuzione dei carburanti.
 

La Bellotta, verso l'indipendenza energetica
Sono grandi le opportunità che New Holland vede in questo nuovo prototipo. Opportunità che possono aprire interessanti strade verso il raggiungimento degli obiettivi generali di riduzione di gas serra.

Progetto pilota verso una Energy Independent Farm energeticamente indipendente grazie alla biomassa coltivata, in cui New Holland crede fermamente, è La Bellotta, azienda agricola di proprietà della famiglia Remmer in grado di alimentare un impianto per la produzione di biogas da 1 megawatt con la gestione di 300 ettari di cui 250 di proprietà e il resto in affitto.

L'investimento è stato di circa 5 milioni di euro per l'impianto a biogas, cui è stata abbinata la creazione di 11 chilometri di tubature interrate per la gestione delle 15mila tonnellate di digestato prodotte ogni anno e in grado di sostituire interamente la fertilizzazione chimica delle colture.

L'impianto a biogas, installato nel 2010, oggi è alimentato dalle biomasse prodotte in azienda e dai reflui zootecnici anch'essi di origine aziendale. Produce annualmente 8.500.000 kWh elettrici immessi nella rete nazionale in attesa di poter, nel 2025, immettere il gas direttamente nelle tubature.

"L'obiettivo e quello di passare totalmente a trattori alimentati a metano" ha spiegato Luca Remmer che per ora in azienda dispone, in prova, del trattore T6 Methane Power.

La sostituzione del diesel a favore del biometano significherebbe per l'azienda, come mostrato da Morselli, un risparmio fino al 55 per cento rispetto al combustibile fossile se si calcolano gli incentivi per il biometano previsti da una legislazione già approvata ma non ancora attuativa.

La novità di Agritechnica
Naturalmente, oltre all'impegno della casa costruttrice per l'esposizione universale - sono stati più di cento mila i visitatori del padiglione New Holland in questi prima fase di apertura - e verso la continua ricerca di sostenibilità e qualità delle produzioni, rimane aperto il fronte ricerca e sviluppo anche per le novità prodotto.

"L'investimento in ricerca e sviluppo ammonta mediamente a 1,1 miliardi di euro" ha chiarito Lambro in conferenza stampa, pur ammettendo che, proprio per la situazione a livello mondo dei mercati, dei rallentamenti ci sono stati.
Calano infatti, confrontando a livello mondiale i risultati dei primi tre mesi dell'anno in corso con quelli dello stesso periodo 2014, i trattori e le mietitrebbie mentre qualche risultato positivo si ha per il comparto fienagione.

Ma, tornando alle novità, è stato lo stesso Lambro ad annunciare, dopo la presentazione al Sima 2015 della Serie T7 rinnovata e in campo nei modelli T7.230 e T7.270 alla Bellotta, il lancio durante la prossima Agritechnica del nuovo T7 HD - Heavy Duty.